LA CILIEGIA DI GARBAGNA

Il ciliegio è oramai considerata una pianta tipica degli ambienti collinari piemontesi.
Tuttavia l’origine pare si debba localizzare ai confini dell’Europa con l’Asia, sulle coste del Mar Nero e del Mar Caspio.
La diffusione successiva pare possa essere avvenuta ad opera degli uccelli che, nutrendosi dei frutti, disseminavano i noccioli nelle zone circostanti. Successivamente le popolazioni locali, con i loro spostamenti, furono responsabili della diffusione di questa specie.
In Italia il ciliegio sarebbe stato introdotto nel 66 avanti Cristo dal generale romano Lucullo che, dopo aver vinto Mitridate, re del Ponto, avrebbe portato a Roma da Cerasunte, città sulle coste turche del Mar Nero, alcuni esemplari di una pianta chiamata poi cerasus dalla città di origine.
Attualmente è diffuso in tutta Europa, ad eccezione del Nord della Scandinavia.
In Italia è presente allo stato spontaneo nelle aree collinari ed in quelle di bassa e media montagna, in un’ampia fascia altitudinale che va dai 400 ai 1500 m di quota, potendo arrivare ai 1700 m.
Botanicamente e tassonomicamente appartiene alla famiglia delle Rosacee, ed al genere Prunus.
Il Prunus avium, o ciliegio dolce, è una specie caratterizzata da alberi che possono raggiungere notevoli dimensioni, superiori ai 15 m di altezza, con chioma di forma variabile dal piramidale al globoso al conico irregolare.
Predilige la luce e le esposizioni soleggiate. Il fiore è prodotto da corti rametti (dardi) ed è in infiorescenze dette ombrella.
Il frutto è una drupa e la consistenza della polpa può essere scarsa (ciliegie tenerine) o elevata (duroni).
Le sue esigenze  pedologiche sono limitate: è una specie estremamente adattabile sia ai terreni calcarei, sia a quelli di natura silicea, mentre si adatta meno bene a quelli fortemente argillosi. Predilige tuttavia i terreni a pH neutro o leggermente acido, purchè non eccessivamente umidi.
Dal punto di vista climatico il ciliegio è specie da climi temperati: sopporta le basse temperature, anche se gelate tardive possono danneggiare la fruttificazione.
Dal punto di vista biologico è una specie piuttosto esigente, in quanto molte varietà sono autoincompatibili, cioè i loro fiori non possono essere fecondati dal polline che essi stessi producono: è necessaria pertanto in questi casi, un’impollinazione ad opera di insetti (api, bombi ecc.) con il polline di una varietà compatibile.
Le varietà più recenti sono più frequentemente autofertili, e questo consente maggiori risultati produttivi. (Progetto per la valorizzazione della ciliegia – Progetto Verde)
Per quanto riguarda la ciliegia di Garbagna si sono rinvenuti molti documenti attestanti la commercializzazione delle stesse nel mercato locale.
Come da allegato, già nel 1934 il Podestà Cav. Fantone Vincenzo faceva pubblicare l’apertura del mercato alla vendita delle “pregiate Ciliegie di Garbagna”, nel contempo emanava un regolamento comunale per la disciplina del mercato delle ciliegie.
Questo regolamento composto di 14 articoli  dava le direttive per la buona commercializzazione delle ciliegie comunicando l’apertura, come da art. 3, del mercato dal 15 giugno al 15 luglio, salvo eventuali e opportuni spostamenti che di anno in anno si renderanno necessari a seconda dello stato di avanzamento della stagione agraria che influisce sulla maturazione del prodotto.
I regolamenti del mercato si susseguirono negli anni, nel documento di gestione del mercato compare la tariffa per la riscossione del diritto fisso e di peso sulle vendite, che incidevano  rispettivamente in percentuale del 2% per il diritto fisso e di lire 50 per il diritto di peso.
Il mercato di Garbagna era vitale e venivano contrattate diverse quantità di ciliegie.
Nel 1949 venivano pesate, dal 10 giugno al primo luglio, 3502,23 quintali, produzioni che subivano un incremento negli anni successivi arrivando alla quantità  nel 1960 di 4803,70 quintali.
E’ opportuno segnalare che già dal 2000 la Regione Piemonte ha riconosciuto, ai sensi del D.Leg.    n. 173/98, con delibera n. 89-29894 del 10/4/2000, pubblicata sul supplemento al B.U.R. n. 21 in data 24/5/2000 la ciliegia di Garbagna Prodotto Agroalimentare Tipico(PAT) .